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Depressioni fredde

Nell’ambito del progetto “Monitoraggio ambientale degli ambienti dolomitici d’alta quota”, ARPAV svolge un'attività di ricerca sul microclima delle depressioni fredde o doline presenti nel territorio montano dolomitico e prealpino della regione. L'evoluzione del microclima di questi ambienti è descritta attraverso l'analisi dei primi dati raccolti e integrata con informazioni sulle caratteristiche climatiche delle doline e dei siti individuati per il monitoraggio.

Articolo approfondimento doline (B.Renon)

Il monitoraggio delle depressioni fredde (doline) in Veneto

Descrizione di una dolina e aspetti caratteristici del suo microclima

I siti monitorati

Temperature delle doline venete: alcuni risultati dell'analisi

Il monitoraggio delle depressioni fredde (doline) in Laghetto formatosi sul fondo di una dolinaVeneto

L’interesse per il microclima delle doline sul territorio italiano si è sviluppato, fin dagli anni ’60, nell'area del Carso triestino e goriziano.

Dal 1999 ARPAV avvia il monitoraggio del microclima delle depressioni fredde attraverso l'installazione di una stazione meteorologica automatica seguita da una seconda installazione nel 2005. Questi primi monitoraggi evidenziano che anche le doline montane del versante sud delle Alpi presentano un microclima specifico, caratterizzato da temperature minime a volte estreme [anche inferiori a -40°C], marcate inversioni termiche, rapide oscillazioni di temperatura specie di notte,  marcate escursioni termiche giornaliere. 
A seguito di questi risultati, dall’autunno 2007 vengono installati strumenti per la rilevazione di temperatura ed umidità sul fondo di numerose altre doline, sia sulle Prealpi che sulle Dolomiti.

 

Descrizione di una dolina e aspetti caratteristici del suo microclima

Fra le terre emerse la morfologia concava della superficie terrestre, intesa come vera e propria conca chiusa, costituisce una minoranza rispetto alle prevalenti morfologie convesse e pianeggianti. Tipiche concavità naturali del terreno si riscontrano nelle aree soggette al carsismo, ove si incontrano doline, polje e uvale, termini che stanno ad indicare conche chiuse e morfologie che si prestano molto bene ad intrappolare l’aria raffreddata di notte dal terreno.

DF_Foto dolina

 

Tali concavità presentano diametri variabili da alcune decine di metri a qualche chilometro, profondità comprese fra 1-5 m e 100-200 m, forme generalmente a ciotola, imbuto o piatto.

All'interno delle concavità carsiche, le doline o depressioni fredde, tendono a generarsi condizioni termiche molto diverse da quelle dell’ambito geografico in cui si trovano.

Il fenomeno fondamentale che caratterizza le doline è lo scambio energetico che si instaura fra l’aria e lo strato più superficiale del terreno, tramite irraggiamento. Di giorno il bilancio fra energia assorbita e ceduta dal suolo è positivo, durante la notte il bilancio radiativo è negativo ed il suolo si raffredda, raffreddando anche l’aria al suo contatto.

 

Questo processo è all'origine dei fattori principali caratterizzanti il microclima di una dolina:

 

All’origine del particolare comportamento termico delle dolina, è la formazione ed il ristagno, al suo interno, di uno strato di aria molto fredda nelle ore serali e notturne, soprattutto nel periodo invernale, in concomitanza con cielo sereno e vento molto debole o assente, quando cioè vi sono condizioni favorevoli a marcate inversioni termiche. Tali inversioni infatti intrappolano all'interno della conca lo strato d'aria, che si raffredda sempre più, aumentando di spessore e assumendo il carattere di un vero e proprio “lago di aria fredda”.

Quando, al calar del sole, tutta la dolina perde calore in maniera rapida e massiccia, nel giro di qualche ora si riempie di aria fredda. Alla formazione di questo “lago di aria fredda” non concorre solo l’aria raffreddata dal terreno del fondo della dolina, ma anche quella raffreddata dai pendii, se non completamente boscosi. Nelle piccole doline a forma di imbuto sono solo i pendii a “fabbricare” l’aria fredda, che man mano scorre verso il fondo e riempie, appunto, la dolina.

E’ sufficiente una moderata ventilazione per rimescolare tale “lago d'aria fredda”, far scomparire l’inversione e provocare bruschi rialzi termici, soprattutto sul fondo.

Qualora, invece, il vento resti debole o assente ed il cielo si mantenga sereno o poco nuvoloso per l'intera giornata, la massa d’aria fredda intrappolata nella depressione si scalda sensibilmente durante il giorno, grazie al prolungato soleggiamento che caratterizza di solito questi siti, favorendo quindi escursioni termiche giornaliere molto ampie.

  Le temperature minime estreme si registrano alla base della dolina, dove ristagna l’aria più fredda. In presenza di neve al suolo i minimi possono risultare anche 25-35°C inferiori rispetto a quelli rilevati in “libera atmosfera” o su una cima nelle vicinanze, a parità di altitudine. Il calo termico più significativo si verifica poco dopo il tramonto locale (scomparsa del sole dalla conca), in corrispondenza alla massima cessione di calore dal terreno. Per gran parte di una notte serena e poco ventilata, lo strato d’aria vicino al fondo della dolina, si trova in uno stato di quasi equilibrio, isolato dall’atmosfera esterna alla depressione.

 

Porzione di cielo visualizzata al variare delle caratteristiche delle doline.Un parametro topografico che contraddistingue ogni conca e che risulta il più importante fra quelli che ne determinano l’entità del raffreddamento è lo sky-view factor (svf) che indica la porzione di cielo visibile dal fondo della dolina. Esso varia tra 1 (orizzonte piatto a 360°) e 0 (cielo non visibile). In una dolina, più alto è l'svf e maggiore la perdita di calore verso lo spazio. Una dolina piccola e profonda ha un svf basso e quindi un raffreddamento notturno “frenato”, una dolina ampia e poco profonda ha un svf elevato ed è soggetta ad un raffreddamento più accentuato.

 

 

I siti monitorati

Nella tabella successiva sono riportate le caratteristiche principali dei 16 siti attivi alla primavera 2010, in ordine crescente di altitudine.

Nome del SitoData inizio monitoraggioAltitudineLONLATBreve descrizione sito
Valmenera 14/11/2009 905 m 46°05’13.9" 12°26'20,5" Altopiano del Cansiglio (Prealpi): dal fondo ampio e pianeggiante, i versanti in gran parte coperti da vegetazione arborea. La più profonda, grande e con uno dei migliori sky-view factor
Buse di Carriola 28/10/2008 1212 m 45°48' 22,5" 11°27' 24,0"

 Altopiano dei Sette Comuni (Prealpi): sensore posto sul fondo di una delle tante piccole doline imbutiformi della grande depressione

Campo di Sopra 13/11/2009 1285 m 46°02' 46.7" 12°22' 34.8"

Altopiano del Cansiglio: grande radura a morfologia leggermente concava. La meno profonda e con più piccolo volume lago aria fredda

Busa di Malga Malera di Sotto 11/11/2008 1531 m 45°40' 34.7" 11°05' 54.4"

Lessinia (Prealpi): quasi imbutiforme, priva di vegetazione arborea. Quella con minor perimetro

Altipiano di Erera-Brendol 01/11/2007 1680 m 46°09'38.4" 11°58'36.7"

Ampia conca-altopiano nel settore di transizione fra Prealpi e Dolomiti

Campoluzzo 17/10/2007 1770 m 45°59'37.8" 11°31'09.9"

Altopiano dei Sette Comuni: priva di vegetazione sul fondo, mentre oltre una certa linea sono presenti numerosi Pini Mughi e, più in alto, Larici

Busa delle vette 01/11/2007 1885 m 46°05'39.2" 11°50'52.3"

Dolomiti Bellunesi: dolina a morfologia concava determinata dalla morena frontale di un antico ghiacciaio

Busa della segala (dismessa nel settembre 2008) 17/10/2007 1965 m 46°05'39.2" 11°50'52.3"

Altopiano dei Sette Comuni: dolina sub-circolare, a forma di ciotola, di dimensioni notevoli. Priva di vegetazione arborea

Plan Pescü 30/10/2009 2112 m 46°39'20.7" 12°02'32.1"

Altopiano di Sennes e Fosses (Dolomiti): ampia depressione, a forma di ciotola, con il miglior sky-view factor, con Valmenera e Lago diFosses

Lago di Fosses 01/11/2005 2143 m 46°39' 14.9" 12°05' 40.0"

Altopiano di Sennes e Fosses: ampia, a morfologia articolata. La 3° come area e volume del lago di aria fredda, la 2° come profondità e perimetro. Priva di vegetazione arborea.

Busa di Val Longa (dismessa nell'ottobre 2009) 08/10/2008 2195 m 46°30'47,3" 12°18'55,8"

Marmarole (Dolomiti): sky-view factor fra i più bassi; priva di vegetazione arborea e ricca di affioramenti rocciosi

Buse di Colllalto 28/10/2009 2267 m 46°17'05.2" 11°51'58.9"

Altopiano delle Pale di San Martino (Dolomiti): profonda, in ambiente prevalentemente roccioso con ampio fondo prativo

Busa delle sponde alte 15/10/2008 2393 m 46°16' 48,6" 11°51' 32,8"

Vicina a Buse di Collalto, 100 m più alta; di forma oblunga, circondata eccettuato a Nord, da grandi dossi rocciosi che la rendono, ad una prima impressione, molto profonda, ma verso Nord la profondità è soli 22 m. Quasi totalmente rocciosa

Busa Q2469 (dismessa 13/10/2008) 26/09/2007 2468 m 46°16' 11.8" 11°51' 17.6"

Morfologicamente molto simile alla vicina Busa delle Sponde Alte, con ripidi ed alti pendii rocciosi a circondarla quasi completamente, escluso a Nord. Fondo ampio, piano e prativo

Busa di Manna 26/09/2007 2550 m 46°15' 58.4" 11°51' 47.7"

Altopiano Pale di S.Martino: fondo ricco di doline secondarie; ambiente quasi totalmente roccioso

Lech Dlacé (dismessa il 08/10/2009) 30/09/2008 2832 m 46°30'44.7" 11°50'05.7"

Sella (Dolomiti): fra le due con minore perimetro del lago di aria fredda. Spesso ventilata e con raffreddamento radiativo poco significativo

  

Temperature delle doline venete: alcuni risultati dell'analisi.

 L'analisi delle temperature minime, medie e massime rilevate nel corso del 2009, indica:

ParametroRisultati
Livello altimetrico in cui nelle doline la temperatura media annua risulta 0°C si colloca fra 1800-2000 m, in siti non in dolina fra 2500-2600 m
Media annua delle temperature minime Nelle doline è < 0°C [la differenza di Tmin media annua fra i siti in dolina e non in dolina è di 5-10°C]
Media annua delle temperature massime dipende dall’altitudine anche in dolina e la differenza con le zone non in dolina è trascurabile
Medie mensili delle temperature medie, minime e massime si evidenziano comportamenti altamente dipendenti dalle condizioni climatichei mensili

 

La tabella seguente riporta le temperature minime assolute raggiunte nel 2009 in alcune doline sul loro fondo, affiancate alle minime assolute in siti non in dolina, a quote confrontabili.

Temperature minime assolute per alcune doline e siti non in dolina, a quote confrontabili. Anno 2009

Sito in dolinaTmin assoluta nel 2009Sito non in dolinaTmin assoluta nel 2009
Valmenera, 905 m slm -24.5°C Col Indes, 1180 m        
-13.9°C
Carriola, 1212 m slm -34.9°C Cimacanale, 1250 m   
-22.1°C
Malga Malera, 1531 m slm -34.9°C Monte Tomba, 1620 m
-15.8°C
Erera-Brendol, 1678 m slm
-35.8°C Misurina, 1736 m       
-20.4°C
Campoluzzo, 1770 m slm
-40.3°C Monte Verena, 2015 m
-18.1°C
Lago Fosses, 2143 m slm
-36.9°C Passo Pordoi, 2155 m  
-20.7°C
Sponde Alte, 2393 m slm
-45.5°C Monte Piana, 2265 m  
-21.0°C
Busa di Manna, 2550 m slm -47°C Ra Vales, 2615 m        
-22.8°C

 

Differenze di temperature registrate fra una dolina ed una località vicina, non situata in una zona depressa. Gennaio 2009

Coppia di sitidifferenza Tmediadifferenza Tminimadifferenza Tmassimadifferenza Tminima assoluta
Busa Manna (2550 m) - Ra Vales (2615 m)
-8.5°C
-15.9°C -3.4°C -30.6°C
Lago Fosses (2143 m) - Faloria (2240 m)
-8.6°C -15°C -4.6°C -20.1°C
Campoluzzo (1770 m) - Malga Larici (1605 m)
-11.2°C -18.8°C -5°C -30.8°C
M.ga Malera (1531 m) - M.Tomba (1620 m)   
-4°C -12.6°C -1°C -25.7°C

 

I risultati del confronto tra le temperature registrate in due doline (Busa di Malga Malera di Sotto delle Prealpi veronesi e Altopiano di Erera-Brendol delle Dolomiti bellunesi) e in una fredda località dolomitica posizionata in valle (Passo Cimabanche (1530 m) poco a nord di Cortina) sono riportati nella tabella seguente.

Confronto tra temperature registrate in dolina ed in località dolomitica posizionata in valle. Gennaio 2009

Sitomedia Tmed gennaio 2010media Tmin gennaio 2010media Tmax gennaio 2010
Cimabanche (1530 m) -9.6°C -14.9°C -4.3°C
Malga Malera (1531 m)
-9°C -16.1°C -2°C
Erera-Brendol (1678 m) -12.8°C -21°C -4.6°C

Dai valori precedenti si vede che per le minime le doline rappresentano un mondo a sé stante, tanto che una piccola conca sulle Prealpi veronesi risulta più fredda del Passo Cimabanche, in mezzo alle montagne dolomitiche, con soleggiamento invernale quasi assente.

Temperature minime assolute rilevate per dolina. Dati aggiornati alla primavera 2010

DolinaTmin assoluta [°C]DolinaTmin assoluta [°C]
Valmenera (905 m)
-35.4 
Carriola (1212 m) -34.9
Campo Sopra (1285 m)   
-32.9 Malga Malera (1531 m) -34.9
Erera-Brendol (1678 m)
-40.1 Campoluzzo (1770 m) -40.3
Busa Vette (1852 m)          
-33.0 Busa Segala (1961 m) -27.6
Plan Pescü (2112 m)    
-32.8 Lago Fosses (2143 m) -37.4
Val Longa (2195 m)
-33.3 Collalto (2267 m) -35.1
Sponde Alte (2393 m)
-45.5 Busa Q2469 (2468 m) -20.6
Busa Manna (2550 m)
-47.0

Lech Dlacé (2830 m) [ottobre-novembre 2008]

-20.9

Andamento della temperatura a Busa di Manna, rispetto a Ra Vales il 13 e 14 febbraio 2008. E' evidente una forte escursione termica.

 

Quanto all'escursione termica giornaliera, altro fattore caratterizzante le depressioni fredde, l'analisi dei dati in dolina mostra dei massimi in inverno (anche attorno ai 40°C come nell'esempio riportato nel grafico a fianco relativo a Busa di Manna per il 13-14 febbraio 2008), contro un'assenza di tali massimi nelle località non in dolina. Ciò è dovuto, evidentemente, alla capacità delle depressioni di raffreddarsi in maniera notevolissima in inverno ma nel contempo di riscaldarsi sufficientemente durante la giornata, mentre negli altri periodi dell’anno il raffreddamento notturno è più contenuto.

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ultima modifica 24/02/2012 12:17